10 Ott Amore

Per quanto lei si sforzasse non sarebbe mai riuscita a sembrare come loro…così omologati, tutti in fila perenne e vorrei ma non posso. Lei era vento che prepotentemente entrava nella vita altrui e metteva tutto a soqquadro e ne usciva con lo stesso vigore senza lasciare traccia se non di cuori trasmutati. Lo sguardo raccontava di mondi paralleli e lontani ed era a tratti assente e in altri diretto che penetrava l’intimo lasciandolo spoglio. Aveva però quel qualcosa che riportava ad una fragilità silente che la rendeva a tratti vulnerabile ed i suoi occhi le si riempivano di lacrime offuscando la visuale sulle cose più semplici. Nelle cose non vedeva mai la fine ma nuovi inizi che la portavano a ricominciare sempre daccapo instancabilmente con la consapevolezza che era di passaggio e che prima o poi il viaggio avrebbe avuto termine. Guardava il mare con la stessa espressione di un bimbo dinnanzi ad un rebus da risolvere perché sebbene avesse le chiavi delle porte dell’universo le rimaneva difficile comprendere quanto potesse quella vastità d’acqua fare tanto bene e nello stesso tempo essere tanto devastatrice. Amava pienamente e totalmente ed ogni volta con il cuore frantumato si rintanava dove era impossibile trovarla senza lasciare traccia ed ogni volta doveva ricomporsi con fatica. L’inverno alle porte le ricordava che per quanto calore portasse dentro sarebbe stata in grado di riscaldare vaste zone ma nel tempo aveva compreso che tutto doveva essere delineato ad un raggio di azione molto ristretto.
A chi le chiedesse quale fosse il suo nome…rispondeva “ Amore”…mi chiamo amore.

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