15 Nov Felicità

Ci sono dei giorni in cui vorrei che un oncia di felicità mi sfiorasse dolcemente le guance e che

mi lasciasse senza ragione, senza pensieri.

Abbandonerei lo scudo e la spada magica per godere della bellezza che qualcuno possa pensare

veramente a me e riposare serenamente .

Lo porterei nel giardino magico dove le pietre preziose crescono nei prati e dove il tempo è fermo

ed io che di luce propria ritrovo la mia gente che mi aspetta in festa.

Gli darei il permesso di guardarmi dormire ed al risveglio tastare il letto alla ricerca della sua mano

per poi avvinghiarmi a lui  e rassicurarmi di non aver sognato.

Percepire il suo respiro e modularlo all’unisono con il mio e sentirmi in pace, risoluta e contenta

consapevole che per parlare non c’è bisogno di parole nè occhi per vedere ma solo del cuore per

sentire.

Deporrei il mio sguardo vigile ed il mio corpo sempre troppo contratto si ammorbidirebbe e

guarderei le nuvole senza più tutta questa malinconia che mi vela sempre gli occhi e mi fa trattenere

il respiro.

E forse potrei riascoltare le risa della mia anima che da troppo tempo non mi da più  sue notizie.

Carmela Palatucci

 

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